Molto spesso davanti ad una foto, prima di “leggerla” ci si chiede.... cos'è? Oppure, da cosa si è ottenuto la foto-immagine? E' come se , la mente , prima di leggerla, debba trovare per analogia, ciò che è presente nella memoria. Ma la fotografia, concettualmente, è riprodurre cose esistenti nel mondo fisico, modificando alcuni parametri, senza trasformare completamente quanto visto? Sarebbe interessante conoscere cosa intendiamo per fotografia. Ne parliamo insieme ?

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Risposte a questa discussione

Scusami oltre ma non ho ben capito l'argomento della discussione, Foto in generale? nostre? altrui? Perché ci piace fotografare? Cosa pensiamo di fronte a una foto da fare o fatta? Se puoi precisare ti ringrazio, avevo cominciato a scrivere ma poi sono stato assalito dal dubbio di andare fuori tema (era un'ossessione quando andavo a scuola, ma ero bravino in italiano  ). Grazie

Si è vero, ho riassunto in poche righe il concetto della fotografia convenzionale. Ben vengano altri concetti, anche fuori tema,( chi stabilisce se si è fuori tema?) più concetti ci sono, maggiore è l'evoluzione fotografica ......a meno di scontri dialettici come quello avvenuto oggi nei commenti ad una foto che non corrispondeva alle convenzioni fotografiche consolidate, con affermazioni assolutistiche che mi hanno lasciato perplesso.

Mi spiace che torni sull'argomento di oggi riguardante la foto contestata ma le convenzioni fotografiche consolidate esistono e sono assolutistiche fino a che un "genio artistico" non le stravolge, ma non mi pare il caso di oggi sinceramente. Se così non fosse tutto verrebbe assolto come innovativo e controcorrente e nessuna critica sarebbe negativa e allora che critica sarebbe? Resta il fatto che ognuno ha diritto nel sito di postare le foto che ritiene di voler postare accettando le critiche eventuali così come il battimani o l'approvazione , come è stato il tuo intervento in  favore della foto. La libertà consiste nel poter postare liberamente e anche di poter criticare liberamente, senza offendere nessuno, chi non è d'accordo può semplicemente andarsene.

Ora mi interesso dell'argomento che hai proposto sul tema ampio "la fotografia", sicuro, a questo punto, di non andare fuori tema.

Lo faccio molto volentieri, precisando subito che, per me, la "fotografia" é, o può essere, tutte insieme le cose che hai "suggerito" nel tuo post. Dalla riproduzione puntuale della realtà alla sua interpretazione e/o trasformazione della stessa: la fotografia deve raccontare una visione, una sensazione, uno stato d' animo dell' autore, ed essere, al contempo, un veicolo per portarli agli occhi di chi guarda. Per ora mi fermo qui, se ci sarà interesse e reciprocità sarò ben lieto di partecipare ancora, ciao.

Concordo con te, la fotografia è un mezzo per raffigurare soggetti osservati ma anche le sensazioni che suscitano in noi. Con i mezzi che abbiamo a disposizione , riprodurre fedelmente ciò che vediamo attraverso il mirino non è poi così difficile. Questa ormai, per me, è diventata fotografia dei fotografanti, che scattano a raffica e poi cercano le foto migliori . In questo, dove è la creatività? Per me la fotografia è esternare la propria creatività attraverso immagini, anche non catalogabili in generi fotografici, e conoscere meglio se stessi guardando le proprie “creazioni”. Ben vengano le immagini stravolte, in quanto attraverso forme (colorate, bn, o tutt'e due) , che non corrispondono a “cose” note, si può raffigurare una personale visualizzazione interiore, generata da una osservazione esteriore, diventando una cosa unica.... osservatore, fotocamera, osservato, elaborazione, pubblicazione. In questo modo, senza riferimenti convenzionali, si è liberi di creare liberamente ed esternare la nostra interiorità. Ovviamente il gradimento altrui ci può o non ci può essere, ma se si è creativi, questo influisce molto poco sulla propria modalità fotografica.

Cosa è per noi la fotografia? La domanda non chiede cosa sia la fotografia in senso generale, ma cosa è per noi, quindi per me. La prima impressione quando guardo una foto è istintiva, cioè se è bella e soddisfa il mio senso estetico, superata questa fase rapidissima guardo se ci sono imperfezioni, errori non visti, post sconsiderate ecc... Poi se c’è un significato palese o velato (il velato mi piace molto) oppure se è solo estetica (che apprezzo comunque), se c’è un qualche aggancio con il titolo oppure no. Ovviamente parlo di immagini che derivano da uno scatto fotografico di qualcosa che esiste in natura e che può essere elaborato anche pesantemente in post, ma la partenza deve essere un click. Non ho preferenze nei generi fotografici, mi piacciono tutti, l’importante che la realtà ripresa sia filtrata dalla personalità di chi scatta. Un paesaggio che chiunque si trovi li vede, o la foto di una piazza o di una statua o di un quadro come lo vedono tutti, non mi interessa minimante, voglio vedere tutto questo come non l’ho mai visto in vita mia! Ovviamente questa è la teoria assolutistica alla quale mi ispiro, la riuscita pratica poi è un’altra storia. Un saluto

Leggo che a te piace l' originalità delle immagini, la personalizzazione dell' autore, l'attinenza con il titolo,significati velati o palesi e l' aspetto tecnico. Parli di errori non visti, imperfezioni, post sconsiderate..... l' errore nella sua accezione, consiste in un allontanamento da regole, comunemente accettate, ed usate come riferimento di valutazione; imperfezione quello che manca per il grado qualitativo più elevato, tale da escludere qualsiasi difetto e spesso identificabile con l'assolutezza( perfezione); post eccessiva rispetto ad un “ confine elaborativo” che non può essere superato.
In fotografia non ci sono perfezioni, esattezze e confini alla elaborazione.

Riporto il punto 10 relativo al codice deontologico dell' associazione nazionale fotografi professionisti TAU VISUAL
http://www.fotografi.org/codice_deontologico.htm
10. In rispetto al Codice d'onore dei giornalisti, le immagini fotografiche fornite con finalita' di informazione a quotidiani e periodici devono essere rispettose dei diritti dei singoli e degli Enti, e non essere manomesse in modo tale da distorcere l'informazione. ( Viene utilizzato il termine informazione e non fotografia) E' ammessa l'alterazione delle immagini destinate a fini di satira politica o di costume, a patto che le copie poste in circolazione o consegnate ai clienti siano accompagnate da chiara indicazione dell'avvenuta manomissione. (Non vine menzionato il livello di manomissione)
Per i fotoamatori? Esiste un codice deontologico a cui attenersi? Come si può parlare di errori o addirittura di foto sbagliata? Per leggere una foto, a mio avviso e quindi opinabile, basterebbe andare oltre i nostri confini rifermentali che si interpongono, come filtri visivi tra noi e l' immagine osservata, facendoci accettare solo foto che corrispondono ai nostri personali riferimenti , ossia a convenzioni e non regole tassative.

Oltre @ Tu dici “”” Come si può parlare di errori o addirittura di foto sbagliata? Per leggere una foto, a mio avviso e quindi opinabile, basterebbe andare oltre i nostri confini rifermentali che si interpongono, come filtri visivi tra noi e l' immagine osservata, facendoci accettare solo foto che corrispondono ai nostri personali riferimenti , ossia a convenzioni e non regole tassative. “””

Qui sopra sta il concetto che tu porti avanti. Quindi andando oltre, levando i filtri visivi tra noi e l’immagine, estremizzando, non esisterebbero più foto brutte o sbagliate ma solo foto, tutte degne di ammirazione e di significato, perché si annullerebbe la critica. Io penso invece che, sempre estremizzando, Le Tre Grazie del Canova p.es, essendo un capolavoro di bellezza e di perfezione, annullano loro stesse i filtri di cui sopra e ci consentono un’esperienza visiva meravigliosa e diretta; cioè l’opera d’arte, scultura, foto, musica, abbatte le barriere che ci impediscono di fruirle ed apprezzarle completamente, mentre l’opera mediocre non ci riesce.

Tu dici “”” In fotografia non ci sono perfezioni, esattezze e confini alla elaborazione”””,benissimo ma esistono foto belle e foto brutte, e questa è una mia certezza assoluta. Con simpatia

Cari "oltre" e Marco, mi piace questa "discussione" perché ci porta a sviscerare temi e problemi che, troppo spesso, vengono ignorati od elusi. La Fotografia, a volte, é meritocratica, quindi se una fotografia con difetti, o ritenuti tali, piace a chi la guarda ha raggiunto lo scopo. La foto di un bel paesaggio, eseguita con tecnica impeccabile, rappresenta quel luogo in quel momento e, ad alcuni piacerà moltissimo, una foto, per contro, ingiallita, sbiadita e sgualcita che rappresenta un" ricordo", per altri sarà oggetto di affetto ed attenzione per il valore intrinseco dell' immagine, e per costoro sarà inalienabile.

Ogni scatto porta con sé un messaggio, che chi guarda riesce a leggere, oppure no. Non esistono foto belle e foto brutte, esistono, però, foto "sbagliate", quelle che, per evidenti errori tecnici, non consentono una  gradevole osservazione ed una piacevole e semplice interpretazione.

Forse non arriveremo a dare una risposta alla domanda iniziale, ma ne avremo discusso e, questo, é doveroso e vitale per un sito che si occupa di Fotografia. Alla prossima, ciao.

Un' opera artistica (qualunque sia la sua rappresentazione ) ,dal mio punto di vista, è bella quando genera, interiormente, una sensazione armonica e gradevole, brutta......l' opposto. Guardando una immagine senza filtri razionali , osservando con attenzione le linee, forme e colori,la foto può generare l' una o l' altra sensazione,( o lasciarci indifferenti) in quanto arriva direttamente, per quello che “è”, nella sfera emozionale suscitando emozioni e sensazioni , se usiamo i filtri, sono loro che influenzano la sensazione in quanto l' immagine arriva nella sfera emozionale “filtrata”. Come scrivi “ …..esistono, però, foto "sbagliate"quelle che, per evidenti errori tecnici, non consentono una gradevole osservazione ed una piacevole e semplice interpretazione.....”
Questo è un dei filtri razionali più intensi che influisce sulla sensazione interiore, se si osserva una foto con questo pregiudizio, come arriverà nella sfera emozionale? Supponi di iniziare a leggere un libro e leggi prima biografia e/o prefazione, cosa succede? Se la biografia o quanto scritto nella prefazione rientra nel tuo paradigma o sono all' opposto...non credi che possano influenzare la sensazione del brutto o bello?

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