….non capisco cosa porti un fotografo a fare cose cosi' articolate......
Leggendo questa frase, da un commento ad una immagine, mi sono chiesto...cosa porta un fotografo a fare cose così consuete.....
“Cosa” ci porta ad utilizzare una modalità o l' altra...oppure entrambe? Sarebbe interessante parlarne insieme. Ciao

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Risposte a questa discussione

io sono fuori da questo contesto per cui non posso impostare una discusssione obiettiva , io le foto non le tocco e non so' usare post , per cui d'istinto direi pure io che fare cose articolate in fotografia non va' , pero' capisco perfettamente i gusti altrui per cui se una foto e' manomessa certe volte all'eccesso posso capire e a volte mi piace pure , sentiamo altri pareri che io mi sento un po' limitato , un saluto

Uso ambedue le modalità, essere creativi è più difficile che fotografare e presentare la realtà così come appare. Poi bisogna distinguere la foto che va "accomodata al meglio" da quella completamente stravolta e che magari non sembra più una foto ma qualcosa d'altro, una immagine. Personalmente intervengo su tutte le foto, conosco abbastanza photoshop, poco la parte grafica, e sinceramente mi fa sorridere chi lo vede come un demone perché vuol semplicemente dire che non è capace ad usarlo. D'altronde la foto dovrebbe farti vedere la realtà così come non l'hai mai vista, interpretarla con una visione personale, se presenti la foto di un paesaggio o di una statua così come la vede chiunque nuda e cruda senza alcun intervento TUO, dove sta il senso? Essere solo registratore di immagini non mi piace, poi magari non mi riesce di fare altro, purtroppo ma questo è il mio limite.

Per me la fotografia è una forma artistica in evoluzione, non solo tecnologica. Si è disposti a cambiare fotocamere ed obiettivi, ma a modificare soggetti e generi che utilizziamo da anni ? Per quanto mi riguarda, non sono un consumista, cambio molto difficilmente apparecchiatura fotografica mentre non sono legato a nessun genere fotografico, fotografo tutto quello che suscita in me interesse, qualunque cosa sia. Poiché mi piace spaziare tra le varie tipologie di conoscenza e di ibridarle , affronto argomenti apparentemente inconciliabili tra loro e, di conseguenza, non utilizzo schemi mentali “dualistici” che, facendoci scegliere tra l' uno o l' altro, portano sempre allo stesso risultato. Lo stesso faccio con le fotografie, passando da foto che riproducono fedelmente le realtà “visiva” ad immagini in cui raffiguro le visualizzazioni interiori ed ibridandole, cerco di non lasciarmi condizionare mentalmente da schemi e soggetti fotografici con cui ho iniziato a fotografare. L' importante è non lasciarsi condizionare da giudizi esterni …... e dal nostro vissuto fotografico “storico” che rifiuta il cambiamento.

Io distinguo tra artwork e fotografia. I primi sono frutto non di un marginale fotoritocco, ma di lavoro grafico ed è quest' ultimo che costituisce il fulcro dell' opera dell' autore per arrivare all' immagine finale. Io cerco di restare in ambito fotografico, attraverso la messa in scena "reale" di ciò che ho in mente. In altri casi inserisco immagini esterne sulla base di fotografie mie che devono mantenere uma loro importanza nel frame. Non ho pregiudizi per le due forme espressive, una foto può anche non avere alcuna post, l' importante è l' apporto creativo personale, che deve emergere anche in una mera foto reportagistica. È sufficiente la compo, la capacità di fermare una bella luce o il magic moment per saper raccontare o trasmettere una emozione. 

concordo con Nicola in tutto , la foto e' fondata su due pilastri ,la composizione  in primis , fondamentale , la creativita' , il resto che sia post o meno per me non importa 

certamente condivido l'idea che la composizione sia fondamentale ma non è detto che sapendo usare PS non si possa intervenire in modo positivo su una foto per farla apparire come  la vedi con i tuoi occhi,personalmente vorrei saper usare al meglio il software ma la cosa non è cosi semplice.I puri della fotografia non sono mai esistiti ,nemmeno nell'analogico.

In conclusione ritengo che sia concesso tutto ,ben venga lo scatto diciamo puro se è interessante ben venga la post se fatta bene e ben venga un immagine grafica che racconta

Grazie per gli interventi. Leggo che, anche se labile, si cerca di stabilire una delimitazione tra una etichetta(genere) ed un' altra. Importante è l' intervento dell' autore rispetto ad una pedissequa raffigurazione della realtà visiva. Modificare l' immagine, ma non troppo, per far sì che possa rientrare in un genere o in un altro Se togliessimo le etichette? Definendo un genere fotografico, automaticamente vengono in mente le convenzioni fotografiche ( filtri mentali), sia per la realizzazione dell' immagine che per la lettura di foto altrui. Tra noi e ciò che osserviamo, ci sono questi filtri che non permettono, a quanto osservato, di arrivare, così come “è”, nella sfera emozionale, ma snaturato nel rapportarlo con ciò che è presente nella nostra mente razionale . E se non etichettassimo le immagini? Sarebbe un modo nuovo, libero da schemi e non guidato da convenzioni , di interagire con ciò che fotografiamo, elaboriamo e leggiamo.

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