Quando guardiamo una immagine che corrisponde ai nostri canoni fotografici, tutto va bene, in quanto corrisponde alla propria concezione di “fotografia” e viene letta in base alla personale cultura fotografica (insieme di conoscenze che concorrono ad affinare le capacità ragionative di un individuo) . Se invece non rientra nella nostre convenzioni/ conoscenze fotografiche , come la leggiamo? Sarebbe una modalità per comprendere altro rispetto a ciò che conosciamo e, di conseguenza, ampliare la nostra cultura fotografica. Ne discutiamo insieme ?

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Risposte a questa discussione

Argomento difficile ma molto interessante! Leggendo una fotografia oltre all’aspetto tecnico ed estetico che mi colpisce subito e che valuto al primo istante mi chiedo cosa abbia voluto trasmettere chi ha fatto click, cioè se c’è un messaggio e mi arriva o se il messaggio non c’è o non mi arriva. Sono io inadeguato e non pronto a riceverlo o manca del tutto? Inoltre tendo, forse per età (67 anni) ad apprezzare foto “classiche” semplici nella loro struttura comprensibili e mi trovo un po’ in difficoltà a valutare foto magari di contenuto ma scattate al volo, non in asse  o con elementi di disturbo. Comunque mi sforzo sempre di cercare di capire ed apprezzare le motivazioni che spingono al click.

Ti ringrazio. C'è un linguaggio, come quello scritto, anche per la fotografia, fatto di convenzioni e di regole che ci portano a leggere tecnicamente una immagine. Tu parli di foto che riproducono la realtà fisica e di immagini , sempre di realtà fisica, con sviste tecniche ed elementi di disturbo.
Sarà un effetto voluto? Cosa vuole comunicare l' autore? Barcamenandoci tra convenzioni tecniche, sfumature cromatiche, composizione e “soggetti noti” si riesce a dare un qualche significato ed a comprendere il messaggio. Per le immagini che raffigurano realtà visualizzate dall' autore, non riconducibili a cose note e presenti nella nostra memoria, come ci comportiamo? A volte non vengono considerate come fotografia, eppure si tratta di foto elaborate con programmi di elaborazione che tutti usano. Fino a che punto si può elaborare ? C'è qualche codice deontologico che lo stabilisce ? C'è un confine alla creatività? Si deve ritrarre solo la realtà fisica e, in caso affermativo, per quale motivo? Leggere, oltre la tecnica, è ( ovviamente a mio avviso) “percepire” l' immagine nella sua interezza, guardando intensamente e con attenzione, senza pensare a convenzioni fotografiche, fare in modo che l' immagini arrivi nella sfera mentale senza “filtri intermediari” che lasciano passare solo quello che è noto, snaturando così l' immagine osservata. Se, dopo l' osservazione, l'emozione (messaggio, contenuto) non arriva, vuol dire che dipende dall' autore e da chi guarda, in quanto non si è generata sintonia tra l' immagine e chi vede. Anche se non arriva l' emozione, si è osservato con attenzione qualcosa di nuovo che arricchisce, portando cambiamenti, la consueta ed abitudinaria modalità fotografica. Se non c'è cambiamento si rischia di riprodurre, per anni, fotografie sempre migliori tecnicamente ma con gli stessi soggetti e sempre uguali come contenuto. Ciao

La foto non convenzionale è una sfida: lasciarsi guidare dalla parte più istintiva di noi stessi, cercare di entrare nei pensieri dell'autore, avere più cultura di fotografia di quanta ne occorra per una foto classica.... resta sempre però il gusto personale e la propria esperienza ed a volte il messaggio di una foto non arriva. Se capita preferisco non commentare la foto ed aspettare altre letture che amplino i mie orizzonti. Il vero problema è che le foto non convenzionali che nascono da un progetto, un'idea precisa, scelte tecniche e compositive etc non sono molte e parallelamente nei siti fotografici, nel tentativo di non fare figure, si commenta in modo neutro astenendosi da una vera lettura

Ciao

Ti ringrazio per l' intervento. Concordo sulla modalità di lettura che “baypassa” la mente razionale e non è necessario avere più cultura, anzi, paradossalmente, più cultura si ha più filtri si interpongono tra la nostra parte istintiva e l' immagine. Ho già risposto quale potrebbe essere una modalità di lettura per una immagine “culturalmente” non convenzionale. Scrivere un commento prendendo spunto da commenti altrui, si ampliano gli orizzonti.... che altri hanno visto, influendo sulla nostra percezione.
La scarsa presenza di foto non convenzionali nei siti, rispetto a quelle convenzionali è, a mio avviso, un fatto di aspettative personali.
Entro in un sito e vedo ritratti, paesaggi, street, macro etc. Ho una immagine che non è simile a quelle presenti.....che faccio, la pubblico oppure no? Se faccio brutta figura? Meglio uniformarmi e pubblicare foto convenzionali ? Dipende dall' importanza che diamo all' immagine che “rappresenta noi”, rispetto ad eventuali commenti negativi o totale assenza di commenti. E' come se, il non gradimento dell' immagine, diventi una non accettazione degli altri nei nostri confronti. Purtroppo si vive in un periodo in cui i social network, con i loro like condizionano non solo la pubblicazione di immagini, ma anche la vita sociale, che si sta basando sempre di più sulla omologazione e sul gradimento degli altri nei nostri confronti. La sfida, o meglio il conflitto, è tutto interiore, tra il modello comportamentale omologante che richiede il sistema sociale e quello che siamo. Ciao

Hai perfettamente ragione! Personalmente tento di vincere la paura della non comprensione epostare qualcosa di non convenzionale. E' vero che la paura di fare "brutta figura" blocca perchè in una foto non convenzionale ci mettiamo parte del nostro essere ed è quella la parte che temiamo gli altri non accettino. Grazie per aver avviato questa discussione

Ciao

Riporto quanto scritto da Wassily Kandinski, nel suo libro “ Lo spirituale nell' arte “
…..l' artista deve essere cieco alle forme note o meno note, sordo alle teorie ed ai desideri della sua epoca. Deve fissare gli occhi sulla sua vita interiore, tendere l' orecchio alla necessità interiore......
Riuscendoci, si potrà esternare la propria creatività, superando le paure di non essere accettati, del mancato gradimento da parte degli altri e del cambiamento della abitudinaria modalità fotografica.... fuori dagli schemi e soggetti consolidati. Ciao

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